“L’essenziale è invisibile agli occhi”: questa frase è riportata nel libro “Il piccolo principe” e queste parole spesso mi tornano alla mente. La trovo assolutamente vera.

Siamo abituati a guardarci intorno e fermarci, spesso, all’aspetto esteriore delle cose, ad una prima impressione. Ma ciò che è dentro alle persone, difficilmente riusciamo a vederlo con uno sguardo superficiale.

Nel discorso di sorella Craig dell’ultima conferenza (Ottobre 2020), intitolato “Occhi per vedere”, in modo davvero ispirato ci viene consigliato come fare, per iniziare a vedere davvero.

Occhi per vedere

Le scuse non equivalgono ai risultati

Uno dei miracoli compiuti dal Salvatore, e che viene riportato nelle Scritture, è quello di ridare la vista ai ciechi.

Mi piace sempre immaginare la sensazione di quelle persone che, prima non vedevano e, dopo, sono state abbagliate dalla moltitudine di colori intorno a loro, dai volti delle persone che li circondavano, dalla luce.

Provo sempre ad immaginare la meraviglia e lo stupore di coloro che aprono per la prima volta gli occhi.

E mi chiedo sempre se la cecità sia davvero esclusivamente una questione fisica.

Come ogni gesto compiuto da Cristo, anche il ridare la vista ai ciechi ha un significato che va oltre il puro aspetto terreno. È un miracolo che riguarda anche la vita spirituale.

E che, in realtà, viene dato anche a coloro che, guardandosi intorno, riescono a vedere il mondo, i colori, le persone, gli animali. In un discorso dal titolo “Ero cieco ed ora ci vedo”, tenuto nell’Aprile del 1999, l’allora primo consigliere Thomas S. Monson, dice:

Ognuno di noi conosce persone prive della vista. Conosciamo anche molte persone che hanno la vista, ma camminano nelle tenebre in pieno mezzogiorno.

Coloro c

he appartengono a questa categoria di persone non portano il solito bastone bianco e non devono farsi strada battendolo sul selciato.

Non hanno un fedele cane guida al fianco, né portano attorno al collo un cartello che dice: «Sono cieco»; ma ciechi sono sicuramente. Alcuni sono accecati dall’ira, altri dall’indifferenza, dal desiderio di vendetta, dall’odio, dal pregiudizio, dall’ignoranza, dal perdere preziose occasioni.

Di queste persone il Signore disse: «Son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiusi gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano con il cuore e non si convertano, ed Io non li guarisca (Matteo 13:15)».

Ognuno di noi conosce persone prive della vista. A volte, quelle persone siamo proprio noi stessi. E, spesso, non riusciamo a vedere nel modo corretto né chi ci circonda, né il riflesso nello specchio. Sorella Craig, nel suo discorso, ci da dei consigli su cosa fare per iniziare a “vedere” davvero:

“Forse le cose più importanti che noi dobbiamo vedere con chiarezza sono chi è Dio e chi siamo davvero noi: figli e figlie di genitori celesti con una “natura divina e un destino eterno”.

Chiedete a Dio di rivelarvi queste verità e ciò che Egli prova per voi. Più comprenderete, nel profondo dell’anima, la vostra vera identità e il vostro vero scopo, maggiore sarà l’influenza che questo avrà su ogni aspetto della vostra vita”.

Ricordo un episodio della mia vita, in cui mi sono comportata da cieca. C’era un ragazzo, membro della chiesa, con cui avevo scambiato poche p

arole.

Mentre portava la sua testimonianza, durante una conferenza dei giovani, ho detto, alla persona accanto a me, come mi sentissi nei riguardi di questo ragazzo: non mi era simpatico.

Non lo conoscevo per niente, ma non mi piaceva. Mi sono sentita rispondere:

“Anche lui è un figlio di Dio e ha una scintilla di divinità in sé”. Io ho risposto: “Ce l’avrà pure, ma è nascosta molto bene nel profondo!!!”.

Negli anni a venire, mi è spesso tornato alla mente quell’episodio. Ed ogni volta, mi sono trovata a scuotere la testa, pensando alla “me” di allora.

Ricordo la sensazione quasi di fastidio, di fronte a quella frase: “Anche lui è un figlio di Dio…”. Ricordo che mi aveva spiazzata ma, soprattutto, non volevo ammettere di aver sbagliato.

Negli anni, ho capito, però, che è vero che ognuno di noi ha una scintilla di divinità in sé. Ed è anche vero che, spesso, quella scintilla è nascosta molto in fondo, dentro noi stessi. E non si vede. O almeno… non tutti vogliono vederla, proprio come me, quel giorno.

Vedere come ci vede Cristo

giustizia e misericordiaSorella Craig, nel suo discorso, dice:

“Comprendere il modo in cui Dio ci vede prepara la via per aiutarci a vedere gli altri come Lui li vede. Il giornalista David Brooks ha affermato:

“Molti dei grandi problemi della nostra società sono dovuti a persone che non si sentono né viste né considerate. C’è un aspetto fondamentale… che tutti noi dobbiamo migliorare, ovvero il vederci l’un l’altro nel profondo e l’essere visti nel profondo”.

Gesù Cristo vede le persone nel profondo. Egli vede le singole persone, le loro necessità e chi possono diventare.

Dove gli altri vedevano pescatori, peccatori, o pubblicani, Gesù vedeva discepoli; dove gli altri vedevano un uomo posseduto da spiriti immondi, Gesù guardava oltre le sofferenze esteriori, riconosceva l’uomo e lo guariva.

Persino nella nostra vita frenetica possiamo seguire l’esempio di Gesù e vedere le singole persone — le loro necessità, la loro fede, le loro difficoltà e chi possono diventare”.

Gesù Cristo ed il padre Celeste riescono a vedere nel profondo. Vedono chi siamo davvero, vedono il nostro potenziale. Vedono quello che potremmo diventare.

Ci conoscono da prima che arrivassimo su questa terra, a vivere questa vita. Sanno le difficoltà che affrontiamo, comprendono le nostre debolezze e sono pronti ad aiutarci.

Loro sanno quali siano i desideri del nostro cuore. Conoscono le battaglie che dobbiamo combattere. Riescono a vedere oltre i nostri muri, quelli che tiriamo su per non essere visti.

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Io trovo che questo sia meraviglioso. Sapere che loro davvero sanno chi io sia. Che non mi giudicano a prima vista. O in base ad un momento della mia vita. E, negli anni, spesso mi sono chiesta:

“Se è così meraviglioso sapere che c’è qualcuno che ti conosce e ti vede davvero, che non ti giudica, quanto sarebbe molto più bello se ogni persona, al mondo, fosse così? Se io per prima fossi così per gli altri?

Se io iniziassi a vederli davvero, senza giudicarli, provando a comprenderli nelle loro imperfezioni, come io vorrei essere compresa nelle mie?”.

E mi sono resa conto che, proprio perché imperfetta, non sempre riesco a “vedere” gli altri come meriterebbero. Mi lascio ancora prendere dalle antipatie “a pelle”. Ed, allora, cosa faccio per migliorare?

Chiedere aiuto al Padre Celeste e a Gesù Cristo

La risposta alla preghieraQuando mi rendo conto che sto dando un giudizio affrettato su una persona, seguendo un’antipatia ingiustificata, una delle prima cose che faccio è pregare: prego per quella persona e prego per poterla vedere in modo diverso.

Non è facile. All’inizio, mi rendo conto che la mia preghiera è quasi forzata.

Che vorrei evitare di pregare per quella persona. Ma oggi so che il problema non è l’altro. Il problema sono io. È in me. E quindi, vado avanti, senza mollare.

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Chiedo aiuto al padre Celeste, che vede tutti noi per quello che siamo davvero e chiedo di avere la capacità di vedere come vede Lui. Con l’andare del tempo ciò avviene. Sempre di più. Sempre più facilmente.

Non sono perfetta, non vedo tutti come figli di Dio, ma mi rendo conto che il mio atteggiamento è in continua evoluzione, cambia e migliora.

Sorella Craig ci dice:  

“Attesto che Gesù Cristo ci ama e può darci occhi per vedere — persino quando è dura, persino quando siamo stanchi, persino quando siamo soli e persino quando i risultati non sono quelli che avevamo sperato.

Mediante la Sua grazia, Egli ci benedirà e accrescerà questa nostra capacità. Mediante il potere dello Spirito Santo, Cristo ci renderà capaci di vedere noi stessi e di vedere gli altri come ci vede Lui.

Con il Suo aiuto possiamo discernere ciò di cui c’è maggior bisogno. Possiamo iniziare a vedere la mano del Signore che opera nei dettagli ordinari della nostra vita e tramite essi: vedremo nel profondo”.

È proprio questo quello che avviene quando umilmente chiediamo aiuto al padre Celeste, quando chiediamo di avere occhi per vedere: finalmente vediamo.

Vediamo come Cristo vede. Vediamo come il Padre Celeste vede. Vediamo nel profondo.

Occhi per vedere: siamo figli e figlie di Dio è stato scritto da Cinzia Galasso